Elettrocuzione e caduta dall’alto: quando un unico errore può generare più infortuni

Un’attività apparentemente ordinaria come la potatura di un albero può trasformarsi, in pochi istanti, in un evento infortunistico estremamente grave quando l’ambiente di lavoro non viene valutato considerando tutti i rischi presenti. È quanto emerge da un caso reale di infortunio analizzato nell’ambito della campagna di prevenzione promossa da ATS Brianza attraverso la raccolta e l’analisi di eventi realmente accaduti.

L’infortunio riguarda un’attività di manutenzione del verde svolta in prossimità di una linea elettrica aerea ENEL a 15 kV. L’operatore, titolare dell’azienda, stava effettuando la potatura di un albero utilizzando una cesoia montata su una prolunga in alluminio e operando da un ponte a torre su ruote, comunemente definito trabattello. Durante l’attività, l’avvicinamento dell’utensile alla linea elettrica in tensione ha provocato un arco elettrico e, conseguentemente, l’elettrocuzione dell’operatore. La scarica ha determinato un movimento violento e involontario che ha provocato la caduta dal trabattello.

L’evento è particolarmente significativo perché non si è sviluppato secondo una sola dinamica di rischio. L’elettrocuzione ha costituito il primo evento, ma la caduta dall’alto ne ha rappresentato una seconda conseguenza, potenzialmente altrettanto grave. È proprio questo uno degli aspetti più interessanti del caso: una singola situazione di lavoro può infatti mettere in successione più rischi e produrre una catena di eventi nella quale ogni passaggio aumenta la gravità delle conseguenze.

Il rischio elettrico non riguarda soltanto chi lavora sugli impianti

Quando si parla di rischio elettrico, è facile pensare innanzitutto agli operatori che intervengono direttamente su impianti, quadri o apparecchiature elettriche. In realtà, la presenza di una linea elettrica aerea può costituire un pericolo anche per chi svolge attività completamente diverse.

Nel caso analizzato, il lavoratore non stava effettuando alcun intervento sulla linea elettrica. La sua attività consisteva nella potatura di un albero. Il rischio è derivato dalla vicinanza fisica tra l’area di lavoro e la linea in tensione e dall’utilizzo di un’attrezzatura conduttrice sufficientemente lunga da poter raggiungere la zona pericolosa.

Questo elemento è fondamentale nella valutazione del rischio. Non è infatti necessario entrare direttamente in contatto con un conduttore elettrico affinché si verifichi un evento pericoloso. L’avvicinamento oltre una determinata distanza può essere sufficiente a provocare un arco elettrico.

Nel caso esaminato, proprio la vicinanza della cesoia su prolunga in alluminio alla linea ENEL ha innescato l’arco elettrico. L’operatore non aveva quindi bisogno di toccare materialmente il conduttore perché la situazione diventasse pericolosa.

Questo tipo di scenario dimostra quanto sia importante che la valutazione dei rischi tenga conto non soltanto dell’attività che deve essere svolta, ma anche del contesto nel quale viene svolta. Un’attrezzatura sicura in condizioni ordinarie può diventare un elemento di rischio quando viene utilizzata nelle vicinanze di una linea elettrica.

Una caduta dall’alto provocata dall’elettrocuzione

L’altro elemento che rende particolarmente significativo questo infortunio è il rapporto tra rischio elettrico e rischio di caduta dall’alto.

L’elettrocuzione non ha determinato soltanto un possibile danno diretto al lavoratore. La scarica ha provocato un movimento violento e involontario che ha determinato la caduta dal trabattello. L’infortunato ha riportato fratture multiple, interessando scapola e coste, con una durata complessiva dell’infortunio di 20 giorni e senza postumi permanenti.

La dinamica avrebbe tuttavia potuto avere conseguenze molto più gravi.

Il caso viene infatti descritto come caratterizzato da due distinti incidenti, ciascuno dei quali avrebbe potuto, anche indipendentemente dall’altro, determinare un infortunio con esito potenzialmente letale. Da una parte vi era il rischio derivante dall’elettrocuzione; dall’altra quello associato alla caduta dall’alto.

È un aspetto che merita particolare attenzione anche nella gestione della sicurezza aziendale. I rischi non devono essere necessariamente considerati come fenomeni isolati. In determinate condizioni possono interagire tra loro e modificare completamente la dinamica dell’evento.

Un lavoratore che subisce una scarica elettrica mentre si trova a terra può trovarsi in una situazione completamente diversa rispetto a un lavoratore che subisce la stessa scarica mentre opera su un’attrezzatura sopraelevata. Nel secondo caso, alla conseguenza diretta dell’elettrocuzione può aggiungersi una caduta, con ulteriori possibilità di trauma.

La valutazione deve quindi considerare non soltanto “che cosa può accadere”, ma anche che cosa può accadere dopo.

La valutazione dei rischi come strumento di prevenzione

L’analisi dell’evento ha individuato tra le criticità organizzative proprio la mancata valutazione, nel DVR, del rischio elettrico legato alla presenza della linea ENEL e del rischio di caduta dall’alto.

È un passaggio centrale.

La valutazione dei rischi non dovrebbe limitarsi a descrivere in termini generali le attività svolte dall’azienda. Deve essere sufficientemente concreta da individuare le condizioni specifiche nelle quali i lavoratori operano.

Nel caso della manutenzione del verde, ad esempio, la potatura di un albero può essere un’attività ordinaria. Ma se quell’albero si trova a ridosso di una linea elettrica aerea, l’attività assume caratteristiche completamente diverse.

La presenza della linea, la sua tensione, la distanza dall’area di lavoro, l’altezza alla quale si opera, la tipologia delle attrezzature utilizzate e la possibilità che queste raggiungano la zona interessata sono tutti elementi che devono essere considerati prima dell’inizio dei lavori.

In altre parole, il rischio non è determinato soltanto dalla mansione, ma dall’interazione tra mansione, ambiente, attrezzature e condizioni operative.

È proprio questa valutazione preventiva che permette di individuare situazioni nelle quali un’attività apparentemente semplice non può essere svolta secondo le modalità abituali.

Anche il trabattello fa parte della dinamica dell’infortunio

Nel caso analizzato non è stato individuato soltanto un problema legato alla linea elettrica. Un secondo elemento determinante riguarda infatti il trabattello.

L’attrezzatura non era stata montata correttamente: mancavano alcuni ripiani necessari per ottenere un piano di calpestio completo. Questa circostanza è stata individuata tra i determinanti dell’evento.

La presenza di un’attrezzatura non correttamente montata introduce quindi un ulteriore elemento di vulnerabilità.

È interessante osservare come, in questo caso, i due fattori di rischio non siano completamente indipendenti. La presenza della linea elettrica ha determinato l’elettrocuzione; l’elettrocuzione ha provocato il movimento involontario; il lavoratore si trovava su un trabattello e, contemporaneamente, l’attrezzatura non era correttamente configurata.

L’infortunio nasce quindi dall’interazione di più condizioni.

Questo dimostra perché il controllo delle attrezzature non può essere considerato un adempimento puramente formale. Un’attrezzatura deve essere montata e utilizzata secondo le indicazioni previste dal fabbricante e nelle condizioni necessarie a garantire la sicurezza dell’operatore.

La formazione non sostituisce la valutazione del rischio

Tra le criticità organizzative individuate nell’analisi compare anche il tema della formazione e dell’informazione, con particolare riferimento al montaggio non corretto del trabattello.

Formare un lavoratore significa metterlo nelle condizioni di conoscere i rischi dell’attività e di utilizzare correttamente attrezzature e procedure. Ma la formazione non può essere considerata un sostituto della valutazione dei rischi.

Se una linea elettrica si trova nelle immediate vicinanze dell’area nella quale deve essere effettuata una potatura, non è sufficiente affidarsi alla prudenza dell’operatore. La situazione deve essere preventivamente analizzata e devono essere individuate misure tecniche e organizzative adeguate.

Allo stesso modo, insegnare a un lavoratore come utilizzare correttamente un trabattello non rende accettabile l’utilizzo di un’attrezzatura montata in modo incompleto.

La prevenzione efficace nasce quindi dall’integrazione tra valutazione, organizzazione, formazione, scelta delle attrezzature e controllo delle condizioni operative.

Distanza dalle linee elettriche: la prevenzione deve partire prima del lavoro

Tra le misure indicate per prevenire eventi di questo tipo vi è il rispetto delle idonee distanze di lavoro dalle linee aeree in tensione. La scheda richiama, in particolare, l’Allegato IX del D.Lgs. 81/2008 e indica, quando necessario, la possibilità di realizzare protezioni che impediscano l’avvicinamento oltre il limite previsto oppure di richiedere la disalimentazione della linea all’ente distributore.

Il principio è semplice ma fondamentale: quando esiste un rischio derivante dalla presenza di una linea elettrica, la soluzione non deve essere cercata soltanto nel comportamento prudente del lavoratore.

Bisogna intervenire, per quanto possibile, sulle condizioni che determinano il rischio.

Se la distanza necessaria non può essere garantita, occorre valutare le misure appropriate per impedire l’avvicinamento o eliminare temporaneamente la presenza di tensione, secondo le procedure applicabili.

Questo approccio consente di spostare la prevenzione da una logica basata esclusivamente sull’attenzione individuale a una logica nella quale l’organizzazione del lavoro contribuisce concretamente a impedire che l’evento possa verificarsi.

Un infortunio che insegna a guardare la dinamica nel suo insieme

Il valore di casi come questo non sta soltanto nella ricostruzione di ciò che è accaduto, ma soprattutto nella possibilità di individuare ciò che avrebbe potuto impedire l’evento.

L’analisi mostra infatti una serie di condizioni che, considerate singolarmente, potrebbero apparire come problemi distinti: la presenza della linea elettrica, la mancata valutazione del relativo rischio, il lavoro in quota, il montaggio incompleto del trabattello e la formazione non adeguata rispetto all’utilizzo dell’attrezzatura.

Considerate nel loro insieme, queste condizioni hanno invece contribuito alla costruzione della dinamica incidentale.

È proprio questo il motivo per cui la prevenzione degli infortuni non può fermarsi alla ricerca dell’errore commesso nell’istante immediatamente precedente all’evento. Occorre ricostruire il sistema di condizioni che ha reso possibile quell’errore e chiedersi se esistevano misure organizzative, tecniche o procedurali in grado di interrompere la catena prima che arrivasse alla conseguenza.

Nel caso della potatura in prossimità della linea elettrica, una corretta valutazione preventiva avrebbe dovuto far emergere il problema della distanza dalla linea e quello della caduta dall’alto. Un’attrezzatura correttamente montata avrebbe inoltre eliminato una delle condizioni di pericolo presenti durante il lavoro.

Prevenire significa interrompere la catena prima dell’infortunio

L’infortunio analizzato ricorda quindi un principio essenziale della sicurezza sul lavoro: un evento grave raramente nasce da un unico elemento isolato.

Una linea elettrica presente nelle vicinanze, un’attrezzatura conduttrice, un lavoro eseguito in quota e un trabattello non correttamente montato possono diventare parti della stessa dinamica incidentale. Se una sola di queste condizioni viene individuata e corretta prima dell’inizio dei lavori, la catena può essere interrotta.

Per questo motivo la sicurezza deve essere costruita prima che il lavoratore inizi l’attività, attraverso una valutazione concreta delle condizioni operative, una corretta scelta e verifica delle attrezzature, una formazione adeguata e, quando necessario, l’adozione di misure tecniche capaci di impedire fisicamente l’esposizione al pericolo.

La prevenzione, in definitiva, non consiste semplicemente nel chiedere al lavoratore di prestare attenzione. Consiste nel fare in modo che prestare attenzione non sia l’unica barriera tra una normale giornata di lavoro e un infortunio.

07/10/2026

 

Professor Guido Botte