
Gli infortuni con le macchine nelle cave di marmo: riflessioni e prevenzione
Nel lavoro in cava, la movimentazione dei blocchi e l’uso di macchine pesanti rappresentano una delle principali fonti di rischio. Anche operatori esperti possono trovarsi in situazioni critiche se le procedure di sicurezza non vengono seguite alla lettera. In questo articolo analizziamo alcuni incidenti gravi accaduti nelle cave di marmo, cercando di capire come si siano verificati e quali azioni preventive possano ridurre al minimo il pericolo per i lavoratori.
Brescia, 30 ottobre – Le attività di estrazione di materiali da cave a cielo aperto rappresentano un contesto di lavoro complesso, in cui la sicurezza dei lavoratori è continuamente messa alla prova dalle operazioni di movimentazione dei blocchi e dall’uso di macchine pesanti. La rubrica “Imparare dagli errori” ci guida in un’analisi approfondita di alcuni incidenti significativi, con l’obiettivo di comprendere le dinamiche che li generano e di individuare strategie efficaci per prevenirli.
Gli incidenti nelle cave di marmo non sono eventi rari o isolati, ma spesso conseguenze di interazioni tra fattori tecnici, operativi e umani. Il documento “Illustrazioni delle dinamiche infortunistiche in cava” pubblicato dall’Inail nel 2023 offre un’analisi dettagliata di questi eventi, evidenziando come anche operatori esperti possano trovarsi in situazioni critiche. La movimentazione dei blocchi, in particolare, comporta rischi elevati, sia per le dimensioni e il peso dei materiali sia per le caratteristiche stesse degli spazi di lavoro, che possono essere ridotti e poco visibili dall’operatore.
Un caso emblematico riguarda l’infortunio mortale verificatosi durante la movimentazione di un blocco in un’area sotterranea della cava. L’operazione, prevista per l’apertura di uno “sbasso”, prevedeva il sollevamento e lo spostamento controllato del blocco mediante escavatore, mentre altri lavoratori, sotto la supervisione del sorvegliante, intervenivano per sistemare cavi e tubazioni. Nonostante il blocco presentasse una frattura naturale già segnalata con cera rossa, la parte superiore scivolò improvvisamente, schiacciando il lavoratore tra il blocco e la parete. La dinamica evidenzia un problema fondamentale: la limitata visuale dell’operatore, resa inevitabile dalla conformazione del mezzo e dall’altezza del blocco, e la presenza di persone nelle immediate vicinanze senza protezioni adeguate.
Un secondo esempio riguarda la movimentazione di una tagliatrice a catena cingolata da galleria. In questo caso, l’operatore, posizionato nello sbasso, stava comandando il macchinario per un taglio verticale di una bancata, mentre il sorvegliante sovrastante forniva indicazioni. L’infortunio si verificò quando un malfunzionamento della macchina costrinse il lavoratore a spostarsi dietro di essa, finendo schiacciato tra l’angolo posteriore destro del mezzo e la parete della cava. Qui, l’interazione tra guasto tecnico e manovra di emergenza mette in luce l’importanza di procedure di sicurezza chiaramente definite e della piena consapevolezza dei rischi anche durante attività che, sulla carta, sembrano routinarie.
Non meno rilevante è il caso dell’infortunio con una pala gommata lungo la strada di arrocco della cava. L’operatore, pur esperto, perse il controllo del mezzo durante la pulizia dello spiazzo antistante, provocando il ribaltamento della pala lungo la scarpata sottostante. Sebbene il lavoratore non sia rimasto schiacciato, l’incidente mostra come anche piccole variazioni di terreno e manovre ordinarie possano trasformarsi in eventi critici, soprattutto se il mezzo è dotato di componenti mobili di grande massa e con punti ciechi nella visuale dell’autista.
Dall’analisi di questi incidenti emergono indicazioni chiare per la prevenzione. Prima di tutto, è fondamentale evitare di introdursi negli spazi angusti accanto ai blocchi o alle macchine durante le operazioni di movimentazione, poiché qualsiasi improvviso movimento dei materiali può avere conseguenze letali. La delimitazione visibile delle aree di lavoro e l’assenza di persone nelle zone operative dei mezzi pesanti devono essere costantemente garantite, così come l’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale. In particolare, l’impiego delle cinture di sicurezza nelle cabine di guida e di sistemi FOPS rappresenta una misura essenziale per ridurre i rischi in caso di ribaltamento o slittamento dei mezzi.
Ma la sicurezza non si riduce a strumenti o procedure: richiede concentrazione, formazione continua e consapevolezza dei pericoli anche durante le attività quotidiane. L’esperienza mostra che gli incidenti più gravi spesso derivano da un’interazione complessa tra errore umano, limite tecnico della macchina e condizioni ambientali. In questo senso, la prevenzione deve basarsi su un approccio sistemico, che contempli non solo l’adeguamento dei macchinari e l’uso di DPI, ma anche la pianificazione delle operazioni, la supervisione costante e la comunicazione tra operatori e sorveglianti.
Infine, il riferimento al documento Inail sottolinea che le linee guida regionali, come quelle approvate dalla Regione Toscana con decreto n. 375 del 12 gennaio 2023, offrono strumenti concreti per la movimentazione sicura in cava. L’analisi integrale dei casi, le immagini illustrative e le raccomandazioni operative presenti nel capitolo dedicato forniscono indicazioni preziose non solo per prevenire gli infortuni, ma anche per comprendere le dinamiche che possono trasformare un’operazione apparentemente semplice in un evento critico.
In conclusione, l’analisi dei tre incidenti esaminati evidenzia come nelle cave di marmo la sicurezza non sia mai un dettaglio secondario, ma un elemento centrale che deve guidare ogni scelta operativa. L’attenzione costante, il rispetto delle procedure e l’uso consapevole delle macchine pesanti possono fare la differenza tra un lavoro sicuro e un evento drammatico. Imparare dagli errori del passato non significa solo evitare incidenti, ma sviluppare una cultura della sicurezza solida, condivisa e realmente efficace.
11/03/2026
Professor Guido Botte

