Le ultime novità sulle GMP: cosa cambia nei laboratori e nelle produzioni biologiche

Le Good Manufacturing Practices (GMP) restano il cuore della qualità e della sicurezza nella produzione di farmaci e prodotti biologici, e nel 2025 ci sono stati aggiornamenti importanti che ogni laboratorio dovrebbe conoscere. Le modifiche non riguardano solo le grandi industrie farmaceutiche, ma anche i laboratori di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) e quelli che manipolano cellule e tessuti.

Le nuove linee guida per lo sviluppo dei metodi analitici presentano una delle novità più rilevanti, che arriva dall’ICH Q14, che costituisce il riferimento per le modalità con cui impostare lo sviluppo di un metodo analitico. Pubblicata recentemente dall’EMA, Q14 incoraggia l’adozione di approcci basati sul rischio e su evidenze scientifiche.

Cosa significa per i laboratori? Che i metodi di analisi devono essere più robusti, documentati in modo chiaro e facilmente verificabili, soprattutto quando si tratta di controlli di qualità e studi di stabilità di sostanze attive e prodotti finiti.

Un aggiornamento chiave riguarda la tracciabilità della catena di approvvigionamento, fondamentale per i Qualified Person (QP) durante il rilascio dei lotti. Le nuove indicazioni chiariscono come documentare correttamente i passaggi, dalla materia prima al prodotto finito, riducendo i rischi di errore e aumentando la trasparenza dei processi.

Aggiornamenti specifici per ATMP (Advanced Therapy Medicinal Products)

I laboratori che lavorano con terapie cellulari, geniche o prodotti tessutali avanzati devono fare attenzione alla nuova versione della Parte IV delle GMP. Le modifiche includono:

  • gestione dei rischi biologici specifici;
  • requisiti più dettagliati per la manipolazione cellulare;
  • maggiore attenzione alla caratterizzazione e controllo qualità dei prodotti.

Questo aggiornamento rende le GMP più aderenti alle pratiche reali dei laboratori biologici, dove ogni manipolazione può avere impatti significativi sulla sicurezza del paziente.

La Commissione Europea sta aggiornando il Capitolo 1 delle GMP nel Volume 4 di EudraLex, con l’obiettivo di allineare le pratiche di gestione della qualità alle migliori prassi internazionali, di integrare i principi di knowledge management e gestione del rischio e di armonizzare le norme con gli standard PIC/S. Per i laboratori, questo significa che la documentazione, le procedure interne e la gestione dei processi devono essere sempre più rigorose e orientate alla trasparenza.

Durante la pandemia erano state concesse flessibilità straordinarie (es. validità estesa dei certificati GMP). Dal 2025 queste eccezioni vengono revocate, e ogni laboratorio deve tornare agli standard ordinari, senza deroghe automatiche.

Infine, sono state riviste alcune monografie di eccipienti nella Farmacopea Europea, con conseguenze dirette sui controlli di qualità e sulle specifiche GMP da applicare.

Aggiornamenti sulla conta particellare nella Parte IV delle GMP per ATMP: cosa cambia e perché

Nel 2025, la proposta di revisione della Parte IV delle Linee Guida GMP per i Prodotti Medicinali a Terapia Avanzata (ATMP) ha introdotto importanti aggiornamenti nella tabella dei limiti per la conta particellare, in particolare per le particelle di 5 micron. Queste modifiche, seppur tecniche, hanno un impatto concreto sulle strategie di monitoraggio ambientale e microbiologico nei laboratori ATMP.


Le principali modifiche alla tabella

Confrontando la vecchia tabella con la nuova, emergono alcune differenze chiave:

  1. Particelle ≥5 µm “At rest” nelle classi A e B
    • Prima: limiti rispettivamente 20 e 29 particelle/m³.
    • Ora: “Not Specified”, quindi non più indicati.
    • Interpretazione: nelle aree a rischio maggiore in condizioni di inattività, la rilevanza delle particelle grandi è considerata minore rispetto alle particelle fini, che possono più facilmente contaminare i prodotti ATMP.
  2. Particelle ≥5 µm “In operation”
    • Classe B: da 29 → 2.930 particelle/m³.
    • Classe C: da 29.000 → 29.300 particelle/m³.
    • Interpretazione: i limiti sono stati aggiornati per riflettere valori più realistici durante le operazioni, considerando che il movimento degli operatori e dei materiali genera inevitabilmente più particelle grandi.
  3. Particelle ≥0,5 µm
    • I limiti rimangono invariati, confermando la priorità di controllare le particelle più piccole, più critiche per la contaminazione microbiologica.

Perché questi aggiornamenti sono importanti

Un maggiore realismo operativo consente ai laboratori ATMP, che devono operare in ambienti estremamente controllati, di lavorare in condizioni ugualmente controllate, ma più realistiche. I vecchi limiti per le particelle grandi erano talvolta troppo restrittivi rispetto alle condizioni operative reali: l’aggiornamento infatti consente di concentrare gli sforzi sul monitoraggio delle particelle più critiche, senza sacrificare la sicurezza del prodotto.

Vi è un maggiore allineamento con la gestione reale del rischio. La revisione della Parte IV integra concetti di Quality Risk Management (QRM). Limitare l’attenzione sulle particelle più piccole e su quelle generate durante le operazioni principali è coerente con un approccio basato sul rischio.

Questo aggiornamento consente un’ottimizzazione dei protocolli di monitoraggio, permettendo di concentrarsi maggiormente su rischi più realistici.

Con la nuova tabella, i laboratori possono:

    • Ridurre il numero di campionamenti per particelle grandi in zone “At rest”.
    • Intensificare il controllo delle particelle fini, critiche per la sicurezza degli ATMP.
    • Allineare i dati registrati con le aspettative degli audit e delle ispezioni, evitando discrepanze.

Come sempre è fondamentale mantenere documentazione e tracciabilità. Gli aggiornamenti richiedono di rivedere SOP, protocolli di campionamento e registrazioni, assicurando che tutte le operazioni siano conformi ai nuovi limiti. Questo è essenziale per dimostrare la qualità e la sicurezza del prodotto finale.

Implicazioni pratiche per i laboratori ATMP

  • Formazione del personale: spiegare i motivi dei nuovi limiti e le differenze operative tra particelle fini e grandi.
  • Aggiornamento delle SOP: riflettere i limiti aggiornati nella pianificazione dei monitoraggi.
  • Scelta dei sistemi di monitoraggio: utilizzare strumenti in grado di rilevare accuratamente le particelle critiche, soprattutto quelle da 0,5 µm.
  • Audit e compliance: garantire che le registrazioni e le analisi siano coerenti con la nuova tabella, dimostrando una gestione basata sul rischio e orientata alla qualità.

In sintesi, la revisione della tabella dei limiti particellari della Parte IV delle GMP non è solo un dettaglio tecnico: rappresenta un passo avanti verso un monitoraggio più realistico, sicuro e basato sul rischio per la produzione di ATMP.

Gli aggiornamenti del 2025 alle Good Manufacturing Practices (GMP) segnano un passo avanti importante per tutti i laboratori, dalle grandi industrie farmaceutiche ai piccoli laboratori di PMA e di produzione di ATMP. Non si tratta solo di modifiche formali: le nuove linee guida riflettono un approccio moderno alla qualità, che combina sicurezza, trasparenza e gestione del rischio, senza perdere di vista la praticità operativa.

L’introduzione delle raccomandazioni dell’ICH Q14 per lo sviluppo dei metodi analitici è un chiaro esempio: ora più che mai, i metodi devono essere robusti, basati su evidenze scientifiche e facilmente verificabili, così da garantire controlli di qualità affidabili e studi di stabilità precisi.

Per chi lavora con prodotti biologici e ATMP, le novità della Parte IV delle GMP sono ancora più significative. La gestione dei rischi biologici, la manipolazione cellulare, la caratterizzazione dei prodotti e i controlli di qualità ora hanno indicazioni più dettagliate, che bilanciano sicurezza e operatività.

Un esempio concreto è l’aggiornamento della tabella dei limiti per la conta particellare, le nuove soglie permettono di adattare meglio i protocolli di monitoraggio alle condizioni reali di laboratorio, concentrandosi sulle particelle più critiche senza sacrificare la sicurezza del prodotto. Questo approccio rende più realistico il controllo ambientale e microbiologico, migliorando l’efficacia dei monitoraggi e la conformità agli standard internazionali.

In poche parole, queste novità spingono i laboratori verso una cultura della qualità consapevole e proattiva, dove ogni procedura, ogni metodo analitico e ogni monitoraggio ambientale sono pensati per ridurre i rischi, aumentare l’affidabilità dei dati e garantire la sicurezza dei prodotti biologici e delle terapie avanzate.

12/11/2025

 

Professor Guido Botte